183 milioni per la costa: il Salento sa dove stanno andando?
Un Contratto da quasi 184 milioni di fondi pubblici per 37 progetti costieri. La scadenza è tra otto mesi. Ma chi governa il processo, e come possono verificarlo i cittadini?
di Francesco Giannetta — Aprile 2026
Provate a fare un esercizio. Prendete la costa adriatica salentina — da Brindisi a Santa Maria di Leuca — e percorretela. Non d’estate, quando tutto sembra funzionare. Percorretela adesso, ad aprile. Guardate le litoranee, i lungomare, i porticcioli, i parcheggi sterrati dove d’estate si ammassano le auto, le strade che portano alle marine. Guardate le erosioni costiere che ogni inverno mangiano un pezzo di spiaggia. Guardate i percorsi ciclabili che non esistono, le infrastrutture turistiche che si accendono a giugno e si spengono a settembre.
Ecco. Per tutto questo esiste un piano. Si chiama CIS — Contratto Istituzionale di Sviluppo “Brindisi-Lecce-Costa Adriatica”. Quasi 184 milioni di euro di fondi pubblici. 37 progetti. 22 comuni coinvolti. Un piano firmato quasi quattro anni fa. La domanda è: dove sono quei soldi? Cosa è diventato concreto? E soprattutto — chi lo sa?
Da dove vengono quei 184 milioni
Facciamo un passo indietro. All’inizio del 2022, il Ministero per il Sud avvia un percorso di concertazione con la Regione Puglia e i comuni costieri delle province di Brindisi e Lecce. L’obiettivo è costruire un Contratto Istituzionale di Sviluppo — uno strumento che mette insieme ministeri, enti locali e soggetti attuatori per concentrare risorse su un territorio specifico.
Il 28 giugno 2022, alla Prefettura di Brindisi, la Ministra per il Sud Mara Carfagna firma il CIS “Brindisi-Lecce-Costa Adriatica”. Partecipano 22 comuni costieri — compresi i capoluoghi Brindisi e Lecce — la Provincia di Lecce, la Regione Puglia, sette ministeri, Invitalia come soggetto attuatore. I comuni presentano 97 proposte progettuali per un valore complessivo di 636 milioni di euro. Ne vengono selezionati 37 ad alta priorità. Il CIPESS, con delibera n. 31 del 2 agosto 2022, stanzia 183,8 milioni dal Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020. Altri 47 progetti per circa 360 milioni restano in lista d’attesa, finanziabili se e quando arriveranno risorse aggiuntive.
636 milioni richiesti, 184 finanziati. Già qui, il territorio ha ricevuto meno di un terzo di quello che serviva.
I tre ambiti di intervento sono cultura, turismo, rigenerazione e riqualificazione della costa. Tra i progetti più rilevanti: il Polo dell’innovazione del mare nell’ex Collegio Tommaseo di Brindisi, 30 milioni. L’hub dell’intermodalità di Lecce, 29 milioni. Il percorso ciclopedonale da Otranto a Santa Maria di Leuca, 22 milioni — 57 chilometri di litoranea da rendere percorribile a piedi e in bicicletta. Le opere di difesa dall’erosione del litorale brindisino, 16 milioni.
Sulla carta, un programma che potrebbe cambiare la costa adriatica salentina. Sulla carta.
La governance: chi gestisce 184 milioni di fondi pubblici?
A dicembre 2024, il Ministro per gli Affari europei, PNRR e Coesione Raffaele Fitto lascia il governo per assumere l’incarico di Vicepresidente esecutivo della Commissione europea. Gli succede Tommaso Foti, Fratelli d’Italia.
Il 9 gennaio 2025, Foti firma un decreto ministeriale che ridisegna la governance di tutti i CIS italiani. Viene creata una nuova architettura: un Tavolo Istituzionale Permanente, un Comitato di Attuazione e Sorveglianza, e una figura centrale — il Responsabile Unico del Contratto (RUC). Il RUC è il perno dell’intero meccanismo: monitora il processo attuativo, verifica l’avanzamento, coordina le parti, propone eventuali rimodulazioni. La nomina del RUC spetta al Ministro, sentito il Tavolo Istituzionale — che è composto dalle stesse amministrazioni che beneficiano dei fondi.
Per il CIS Brindisi-Lecce, il Ministro Foti nomina come RUC l’avvocato Francesco Bruni.
L’avvocato Bruni si insedia il 27 giugno 2025, in Prefettura a Lecce. Il comunicato della Prefettura indica che la quasi totalità dei 37 interventi presenta una maturità progettuale che “dovrebbe consentire” il rispetto della scadenza del 31 dicembre 2026.
Chi è il Responsabile Unico del Contratto
Francesco Bruni, avvocato, di Otranto. È attualmente sindaco di Otranto, rieletto nel maggio 2023 — terzo mandato complessivo. È stato sindaco dello stesso comune per due mandati consecutivi dal 1997 al 2007. Nel 2013 è stato eletto senatore della Repubblica per il PDL, collegio Puglia. Nel biennio 2022-2024, ha ricoperto un ruolo di collaborazione presso il Ministero per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, retto da Raffaele Fitto — anch’egli salentino, di Maglie, e di lunga esperienza nelle politiche di coesione prima come Ministro delle Regioni (2008-2011), poi come titolare del dicastero PNRR (2022-2024).
Bruni è dunque sindaco di uno dei 22 comuni beneficiari del CIS, ed è al tempo stesso il Responsabile Unico del Contratto — la figura che monitora e coordina tutti i 37 interventi, compresi quelli che riguardano il suo stesso comune. Il DM del 9 gennaio 2025 non prevede criteri pubblici di selezione per il RUC, né bandi, né procedure comparative. È una nomina fiduciaria.
Non è un’anomalia. È il modello previsto dalla norma. Ma è un modello che vale la pena di conoscere.
La scadenza: otto mesi per 184 milioni
Siamo ad aprile 2026. La scadenza per il raggiungimento delle obbligazioni giuridicamente vincolanti è il 31 dicembre 2026. Otto mesi.
A febbraio 2026, un tavolo operativo in Prefettura a Brindisi — alla presenza del RUC Bruni, del Prefetto Aprea, dei rappresentanti del Dipartimento per le Politiche di Coesione e di Invitalia — ha verificato lo stato di avanzamento di alcuni progetti nella provincia brindisina. Il Prefetto ha sottolineato l’urgenza di una rapida definizione delle procedure amministrative.
Ma quanti dei 37 progetti hanno effettivamente un cantiere aperto? Quanti bandi sono stati pubblicati? Quanti appalti aggiudicati? Quanti sono ancora in fase di progettazione? Non è dato saperlo — almeno non per un cittadino. I dati di avanzamento progetto per progetto non risultano disponibili in forma pubblica e aggregata. Il sistema di monitoraggio previsto dalle nuove linee guida del febbraio 2026 passa attraverso il Sistema Gestione Progetti (SGP), coordinato dal Dipartimento per le Politiche di Coesione. Ma la consultazione pubblica non è immediata né intuitiva.
Chi vive sulla costa adriatica salentina — chi a giugno vedrà arrivare i turisti sulle stesse strade dissestate, negli stessi parcheggi sterrati, sulle stesse spiagge erose — non ha modo di sapere se quei 184 milioni si stiano trasformando in qualcosa di concreto o se stiano seguendo il copione già visto con il PNRR: target formali rispettati, realtà immutata.
Un modello che si ripete
Il CIS Brindisi-Lecce non è un caso isolato. È uno dei tanti Contratti Istituzionali di Sviluppo attivi in Italia — Capitanata, Taranto, Calabria, Vesuvio-Pompei-Napoli, Terra dei Fuochi, Roma. In ciascuno di essi, il DM di Foti ha introdotto la stessa struttura: un RUC nominato dal Ministro, un Tavolo composto dai beneficiari, un Comitato di sorveglianza.
In Capitanata, il RUC nominato ad aprile 2025 è Nicola Gatta, sindaco di Candela e già presidente della Provincia di Foggia. Lo schema si ripete: il controllore è anche parte del sistema controllato. Non è illegale. Non è irregolare. Ma è un modello di governance che pone una domanda di fondo: in un sistema dove chi decide, chi attua e chi vigila sono espressione dello stesso circuito politico-istituzionale, dove si colloca il cittadino?
L’articolo 1 di questa serie mostrava i numeri nazionali del PNRR: 153 miliardi incassati dall’Europa, il 39% effettivamente speso, il 61% ancora da tradurre in opere concrete. L’articolo 2 raccontava la mobilità nel Salento: un raccordo ferroviario da 153 milioni ripartito tre giorni prima della pubblicazione, un servizio bus che esiste solo d’estate, un territorio che nel 2026 è collegato come nel 2006.
Il CIS Brindisi-Lecce è il punto dove queste due storie si incontrano. Fondi pubblici importanti, destinati a un territorio che ne ha bisogno. Una scadenza ravvicinata. E una governance che funziona per nomine fiduciarie e tavoli tra gli stessi soggetti che beneficiano dei finanziamenti. Non è un’accusa — è una descrizione. La domanda è se questo modello sia in grado di produrre risultati diversi da quelli che il Mezzogiorno conosce da decenni: risorse stanziate, procedure avviate, territori fermi.
Lo dicevamo già vent’anni fa, ragionando attorno a un tavolo nel Salento: il problema non sono mai stati i soldi. Il problema è sempre stato chi li gestisce, come li gestisce, e se qualcuno controlla che arrivino dove devono arrivare.

Fonti: Delibera CIPESS n. 31/2022 (GU 16/11/2022), Contratto CIS Brindisi-Lecce-Costa Adriatica (Agenzia per la Coesione), DM 9 gennaio 2025 (Min. Foti), Invitalia, Comunicato Prefettura di Lecce 27/06/2025, Comunicato Prefettura di Brindisi 10/02/2026, Ministero per il Sud, Il Foglio 26/09/2024, Linee guida CIS febbraio 2026 (DPCoes).






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