Otranto, il waterfront firmato Boeri: stesso CIS, due metodi opposti?
4,5 milioni dalla Costa Adriatica, 272.652 euro per la progettazione, una passeggiata sulla falesia. Ma perché la Provincia di Lecce, sullo stesso CIS, ha aperto un percorso partecipato e il Comune di Otranto no?
«Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia.» — Don Lorenzo Milani, Lettera a una professoressa (1967)
di Francesco Giannetta – Aprile 2026
La notizia
Il 27 aprile 2026 lo studio Stefano Boeri Architetti ha annunciato sul proprio sito ufficiale di aver vinto la gara per la rigenerazione urbana di via Riviera degli Haethey a Otranto. Il raggruppamento è guidato dall’archistar milanese, con i professionisti Luigi Gallo, Sergio Saracino, Doris Assunta Ria, Seti Engineering srl e Studio Silva srl.
Il progetto è di ampio respiro: messa in sicurezza della falesia e trasformazione dell’attuale fascia costiera — oggi destinata al parcheggio delle automobili — in una passeggiata pedonale panoramica continua, dalla piazzetta della Madonna dell’Altomare allo Scoglio del Picciurillo, fino all’antica Dogana, alla Casa dei Doganieri, al Fortino Spagnolo, al Faro Bianco e infine a Porto Craulo. Un’unica spina che cuce i luoghi-simbolo della costa nord idruntina.
I numeri pubblici (fonte: Quotidiano di Puglia, 8 febbraio 2026):
- ✅ 4,5 milioni di euro circa, finanziati dal CIS Brindisi-Lecce-Costa Adriatica
- ✅ 272.652 euro per la sola progettazione
- ✅ Boeri ha vinto «di strettissima misura» su altri studi di rilievo nazionale, fra cui Dodi Moss (recupero della Via Appia) e l’archistar Mario Cucinella (Padiglione Italia all’Expo 2025 di Osaka)
L’opera, nelle intenzioni, è importante. La falesia della Madonna dell’Altomare è da decenni un fronte fragile, esposto, urbanisticamente “in attesa”. La domanda non è se Otranto meriti un waterfront degno della sua storia: lo merita. La domanda è un’altra: come ci si è arrivati?
Una notizia uscita da Milano, non da Otranto
Primo dato curioso. La notizia del progetto vincitore non è uscita da un comunicato del Comune di Otranto. Non da una conferenza stampa del sindaco. Non da un post sulla pagina Facebook ufficiale del Palazzo. Non da una delibera resa pubblica.
È uscita dal sito di Stefano Boeri Architetti (sezione “homepage”, 27 aprile 2026), e da lì è stata ripresa dalla Gazzetta del Mezzogiorno e dal Quotidiano di Puglia. Al 28 aprile 2026, sul sito istituzionale del Comune di Otranto, della pagina di Amministrazione Trasparente e del profilo Facebook ufficiale, non risulta pubblicato un comunicato che annunci ai cittadini di Otranto la vincita della gara di progettazione del loro stesso lungomare.
Una scelta comunicativa che racconta da sé un metodo: il progetto è cosa dell’architetto, non della città.
Stesso CIS, due metodi opposti
Qui sta il cuore di questo articolo. Il CIS Brindisi-Lecce-Costa Adriatica non riguarda solo Otranto. Coinvolge 22 Comuni da Fasano a Castrignano del Capo, passando per Brindisi e Lecce, con un pacchetto complessivo di interventi sottoscritto nel giugno 2022 dall’allora ministra Mara Carfagna. La governance complessiva fa capo al Ministero per il Sud e la Coesione territoriale; il RUC (Responsabile Unico del Contratto) per la quota costa adriatica salentina è il sindaco di Otranto Francesco Bruni, nominato con decreto ministeriale del 9 gennaio 2025 — circostanza già documentata in un precedente articolo di questa testata.
Sullo stesso CIS insiste un altro grande progetto: la realizzazione di un sistema stradale per la fruizione ciclopedonale della costa Otranto-Santa Maria di Leuca, lungo quasi 57 chilometri, che coinvolge 11 Comuni, per un investimento di 22 milioni di euro (Delibera CIPESS n. 31 del 2 agosto 2022). Soggetto attuatore: la Provincia di Lecce, presieduta dal sindaco di Gallipoli Stefano Minerva (Partito Democratico).
E qui il confronto diventa istruttivo.
La Provincia di Lecce, sul suo progetto del CIS, ha avviato e documentato pubblicamente sul proprio sito ufficiale un percorso che ha le caratteristiche di un dibattito strutturato:
- ✅ 22 marzo 2023 — incontro a Palazzo dei Celestini con i sindaci degli 11 Comuni interessati
- ✅ 13 aprile 2023 — dibattito pubblico con i portatori d’interesse e l’associazionismo
- ✅ 31 ottobre 2023 — incontro con i sindaci e con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce
- ✅ 6 maggio 2024 — prima Conferenza dei servizi
- ✅ Indirizzo PEC pubblico —
[email protected]— per ricevere osservazioni e proposte da cittadini, associazioni, soggetti istituzionali - ✅ Pubblicazione di uno studio di fattibilità tecnico-economica costruito sulla base delle istanze presentate dai Comuni e dalle associazioni alla prima proposta progettuale
Stesso CIS. Stesso territorio costiero. Stesso quadro normativo. Metodo opposto.
Da una parte la Provincia, anche lei tenuta a tempi stretti del CIS, che apre tavoli, raccoglie osservazioni, pubblica una PEC, fa parlare i Comuni e le associazioni, ascolta la Soprintendenza prima della Conferenza dei servizi. Dall’altra il Comune di Otranto, sul cui waterfront — al netto delle indagini di chi scrive — non risulta tracciato pubblicamente alcun percorso analogo. Né un’assemblea cittadina. Né un tavolo con gli Ordini professionali. Né una PEC dedicata. Né una pagina del sito che raccolga gli atti, le tappe, le risposte.
E il dato non è marginale: significa che anche un’amministrazione di colore politico diverso — il PD della Provincia, sullo stesso CIS — ha saputo aprire i tavoli che il Comune amministrato dal centrodestra-Fitto non ha aperto. Non è dunque una questione di schieramento. È una questione di scelta.
Se questi atti del Comune esistono, è bene che siano resi pubblici. Se non esistono, la differenza con il modello adottato dalla Provincia di Lecce sullo stesso CIS è una differenza politica, non procedurale.
Boeri altrove, Boeri a Otranto: tre confronti freschi
Il punto non riguarda l’architetto come persona. Riguarda il metodo con cui altrove lo stesso studio Boeri si rapporta alle comunità locali. Tre esempi recentissimi.
🔶 Voghera (Pavia), 1° aprile 2026. Meno di un mese fa. Il Comune di Voghera promuove al Teatro Valentino Garavani un «incontro aperto alla cittadinanza» per la presentazione dei progetti di rigenerazione dell’ex Caserma di Cavalleria. Presenti: la sindaca Paola Garlaschelli, l’architetto Stefano Boeri (autore del masterplan), l’assessore regionale Elena Lucchini. Ingresso libero. Spiega l’amministrazione: «Un momento particolarmente significativo per la città, perché consentirà non solo di illustrare la visione complessiva di trasformazione dell’area, ma anche di entrare nel merito degli interventi.»
🔶 Ancona, dicembre 2025. Per la riqualificazione della spiaggia del Passetto, Il Resto del Carlino (17 dicembre 2025) racconta puntualmente: «Boeri si è recato in città per un primo sopralluogo al Passetto, il modo ideale per prendere visione della realtà prima di “buttare giù” un progetto. Assieme a lui al Passetto c’erano alcuni assessori, dirigenti e tecnici comunali che andranno a condividere un progetto.» Sopralluogo dichiarato, fotografato, raccontato pubblicamente prima della progettazione.
🔶 Cagliari, 2022. Per la “promenade verde” del lungomare, lo stesso Boeri in conferenza stampa con il sindaco dichiara: il progetto andrà «riveduto e dettagliato con l’aiuto delle istituzioni e dei cittadini». Premessa di metodo, esplicita, registrata.
🔶 Bari Vecchia, 2017. Concorso internazionale per il waterfront tra Santa Scolastica e molo Sant’Antonio (10,2 milioni di euro). Commissione composta chiedendo a Ordine degli Architetti, Ordine degli Ingegneri, Politecnico di Bari e Soprintendenza di segnalare ciascuno una terna di professionisti, dalla quale si effettua il sorteggio pubblico dei membri. Sedici progetti presentati. Procedura aperta, presieduta peraltro dallo stesso Boeri.
E a Otranto? Della cronaca pubblica non risulta documentato:
- né un sopralluogo dichiarato di Boeri sulla falesia idruntina
- né un incontro pubblico di presentazione del progetto vincente alla cittadinanza
- né una commissione giudicatrice composta su segnalazione degli ordini professionali leccesi
- né un dibattito calendarizzato in consiglio comunale
A Voghera, città di circa 38.000 abitanti, l’incontro pubblico c’è stato. A Otranto, città di circa 5.500 abitanti che ospita milioni di turisti e che si appresta a vedere trasformata la propria costa per generazioni, l’incontro pubblico — al 28 aprile 2026 — non è in calendario.
Le competenze ignorate del territorio
L’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Lecce conta 1.476 iscritti (dato aggiornato al 22 aprile 2026). È presieduto da Tommaso Marcucci, che proprio sulla partecipazione fonda le proprie dichiarazioni programmatiche, parlando della «partecipazione che ha caratterizzato questo voto suppletivo» come «un segnale importante di democrazia interna che va pienamente raccolto».
L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Lecce dispone di sezioni specialistiche in geotecnica, idraulica costiera, meccanica delle rocce — saperi che sulla messa in sicurezza di una falesia adriatica esposta allo scirocco sono il pane quotidiano dei professionisti locali.
L’Università del Salento — con il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione, il Dipartimento di Beni Culturali, il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali — partecipa già attivamente al progetto CORISMA per l’istituenda Area Marina Protetta Otranto-Leuca, con il professor Stefano Piraino come riferimento scientifico, e ha condotto un percorso che ha intervistato circa 600 stakeholders del territorio (pescatori, balneari, ristoratori, diving, associazioni, artigiani, referenti delle 11 municipalità).
Esiste poi un comitato civico già attivo sulla stessa fascia costiera — CAMPOL, Comitato Area Marina Protetta Otranto-Leuca — composto da pescatori professionali e ricreativi, sportivi, biologi, lavoratori del mare. Si autodefinisce un organismo che vuole «favorire il dialogo» con le istituzioni per «raggiungere una sintesi condivisa».
A nessuno di questi soggetti — Ordini professionali, Università, comitati civici — risulta pubblicamente che sia stato chiesto un parere strutturato, una consultazione, un tavolo di confronto sul waterfront. La domanda è semplice: perché?
Un precedente già visto sulla stessa falesia
Un dettaglio non marginale: il costone della Madonna dell’Altomare era già stato oggetto di un intervento da 1,8 milioni di euro sotto la giunta del sindaco Luciano Cariddi — fondi europei della Regione Puglia. All’epoca, sul sito del Comune, il sindaco Cariddi annunciava i lavori cantierizzati con un comunicato che si limitava a illustrare l’opera dopo le decisioni prese. Stesso schema: prima si decide, poi si comunica.
Quel sindaco — i cui due mandati (2007-2012 e 2012-2017) sono al centro dei fatti contestati dall’inchiesta Hydruntiade del settembre 2022, di cui questa testata si è già occupata — ha ceduto la fascia tricolore al fratello, l’ingegnere Pierpaolo Cariddi, sindaco dal 2017 al 2022 e a sua volta arrestato nello stesso filone, con conseguente commissariamento del Comune (DPR 20 ottobre 2022). I magistrati hanno parlato, in atti, di «candidatura ereditaria». Vale, naturalmente, la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.
Il sindaco attuale, Francesco Bruni, all’atto del suo insediamento nel maggio 2023 si è dichiarato pubblicamente «nel segno della continuità» con le amministrazioni Cariddi. Continuità che, sul piano del metodo di gestione delle opere costiere, si riverbera anche nello schema comunicativo del waterfront 2026: il territorio decide a monte, la cittadinanza riceve a valle.
Su un’area che non è una qualsiasi via cittadina, ma il fronte adriatico più visibile della città dei Martiri, questa continuità di metodo merita di essere interrogata.
Un campanello da Milano (a titolo di metodo, non di persona)
Vale la pena ricordare, con la sobrietà che la cronaca giudiziaria impone, che a Milano è in corso una maxi-inchiesta della Procura sull’urbanistica con circa 70 indagati, oltre 150 progetti bloccati e le dimissioni dell’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi. In quel quadro, Stefano Boeri risulta coinvolto in tre fascicoli distinti: rinvio a giudizio per il caso BoscoNavigli (processo iniziato il 16 marzo 2026), misure interdittive del GIP per il concorso della BEIC finanziato con fondi PNRR, e un’indagine in corso sul caso Pirellino. L’architetto si è sempre dichiarato estraneo agli addebiti, e vale fino a sentenza definitiva la presunzione di non colpevolezza.
Niente di tutto ciò riguarda Otranto. Riguarda però — secondo le parole stesse della Procura milanese — un sistema di prassi urbanistiche fondate su «lettura manipolata delle regole, conflitti di interessi, falsi nella rappresentazione delle norme»: scorciatoie procedurali che sostituiscono il dibattito pubblico, il consiglio comunale, la trasparenza. Non è un’accusa a Otranto. È un monito a Otranto. I grandi progetti urbanistici “calati dall’alto”, senza il contrappeso di consultazione, dibattito e coinvolgimento delle comunità professionali e civiche locali, espongono la cosa pubblica a rischi che non sono soltanto procedurali. Sono rischi politici, sociali, identitari.
A maggior ragione in un Comune dove il sindaco è anche RUC del CIS che porta in dote il finanziamento, e dove la concentrazione del potere decisionale è strutturalmente alta.
Salento Dinamico: una visione anticipatrice di metodo
Quando, ormai più di vent’anni fa, prese forma il progetto Salento Dinamico — discussioni dai primi anni Duemila, formalizzazione nel 2009 — il principio di fondo era esattamente questo: lo sviluppo del territorio non si decide a tavolino, e non si “concede” dall’alto. Si costruisce con chi il territorio lo abita, lo lavora, lo conosce. Anticipava di anni l’attuale architettura del PNRR e dei Contratti Istituzionali di Sviluppo, che almeno sulla carta dovrebbero coinvolgere territori, parti sociali, comunità.
Sulla carta. Nella prassi, troppo spesso, si finisce nel modello che a Otranto sembra ripetersi oggi: programma deciso a Roma, progettazione decisa a Milano, comunicazione affidata allo studio di progettazione, cittadinanza che apprende il proprio waterfront dai siti web e dai giornali.
Sei domande per il Comune di Otranto
Questa testata avanza pubblicamente sei domande, alle quali è doveroso che il Comune di Otranto risponda — perché sono domande che pongono i cittadini, e perché 4,5 milioni di denaro pubblico meritano una risposta:
- Esiste una delibera comunale che approva tecnicamente l’esito della gara di progettazione vinta dallo studio Boeri? Se sì, qual è il numero, la data, e dove è consultabile?
- Quali atti di consultazione cittadina hanno preceduto la stesura del progetto di fattibilità tecnico-economica posto a base di gara?
- Quali interlocuzioni sono state attivate con l’Ordine degli Architetti e l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Lecce, con l’Università del Salento, con la Soprintendenza ABAP, con il Comitato CAMPOL?
- È previsto un incontro pubblico di presentazione del progetto vincitore alla cittadinanza idruntina, sul modello di quello fatto a Voghera il 1° aprile 2026?
- È previsto un sopralluogo pubblico dello studio Boeri sulla falesia, sul modello di quello fatto ad Ancona nel dicembre 2025?
- Perché la Provincia di Lecce, sullo stesso CIS, ha aperto un percorso partecipato documentato con tappe pubbliche e PEC dedicata, e il Comune di Otranto no?
Non è una caccia alle streghe. È, semplicemente, l’esercizio del diritto a sapere.
La domanda finale
Il bel waterfront immaginato sulla falesia della Madonna dell’Altomare può diventare una passeggiata che davvero restituisce ai cittadini un tratto di costa oggi soffocato dalle auto. Oppure può diventare l’ennesimo gesto verticale di una governance che non si accorge dei territori che attraversa.
La differenza non la fa la firma sul disegno. La fa il metodo con cui si arriva al disegno.
A Otranto, oggi, quella differenza non è ancora stata fatta. C’è ancora tempo per farla.
«I care.» — Don Lorenzo Milani

Fonti
PugliaLive, “L’Area Marina Protetta: un’occasione di crescita… Progetto CORISMA”, novembre 2023
Stefano Boeri Architetti, comunicato “nuovo lungomare otranto”, 27 aprile 2026
Gazzetta del Mezzogiorno, “Otranto, il nuovo waterfront porterà la firma dell’archistar Stefano Boeri”, 27/28 aprile 2026
Quotidiano di Puglia, “Stefano Boeri firma il nuovo waterfront di Otranto”, 28 aprile 2026
Quotidiano di Puglia, “Otranto, il lungomare a effetto griffato dall’archistar: progetto a Boeri”, 8 febbraio 2026 (numeri del finanziamento, studi concorrenti)
Provincia di Lecce, sezione “CIS Brindisi-Lecce costa Adriatica” — percorso partecipato della ciclopedonale, marzo 2023-maggio 2024
Comune di Cagliari, “Una promenade verde per il waterfront di Cagliari”, 2022
VogheraNews, “Domani la presentazione pubblica dei progetti di rigenerazione dell’ex Caserma di Cavalleria”, 31 marzo 2026
Il Resto del Carlino Ancona, “Svolta per la spiaggia del Passetto, sopralluogo con l’archistar Boeri”, 17 dicembre 2025
BariToday / Borderline24, “Concorso internazionale waterfront Bari Vecchia”, luglio-agosto 2017
Quotidiano di Puglia, “Erosione, i Comuni corrono ai ripari. A Otranto il progetto per salvare la falesia a sud”, 14 agosto 2025
Comune di Otranto, “Cantierizzati oggi i lavori di consolidamento e riqualificazione del costone Madonna dell’Altomare” (precedente intervento da 1,8 mln, giunta L. Cariddi)
Il Sole 24 Ore, “Boeri e altri sei rinviati a giudizio per Bosconavigli di Milano”, 9 gennaio 2026
Fanpage / Affaritaliani, “Inchiesta urbanistica, Stefano Boeri a processo”, 9-10 gennaio 2026
Il Giorno, “Stefano Boeri è di nuovo indagato. Il Pirellino, la Beic e il Bosconavigli”, 16 luglio 2025
DM 9 gennaio 2025, nomina RUC del CIS Brindisi-Lecce-Costa Adriatica
Sito ufficiale Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Lecce (1.476 iscritti, aggiornamento 22 aprile 2026)
CAMPOL — Comitato Area Marina Protetta Otranto-Leuca, sito ufficiale www.campol.it











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