La prossima guerra si vincerà con la matematica
Il quantum computing non è fantascienza: è la frontiera che cambierà crittografia, difesa, medicina e intelligenza artificiale. L’Europa ha una sola possibilità di non arrivare terza
di Francesco Giannetta — Maggio 2026
«La natura non è classica. Se vuoi simulare la natura, è meglio che sia quantistica.» — Richard Feynman, Simulating Physics with Computers, 1981
Una macchina che calcola come il Sole
C’è un problema che i computer più potenti del mondo non riescono a risolvere. Non per mancanza di velocità — per un limite fisico. I supercomputer attuali, per quanto rapidi, elaborano le informazioni un passo alla volta, in sequenza, usando bit che sono o 0 o 1. Il mondo reale — le molecole delle proteine, le interazioni tra particelle subatomiche, i mercati finanziari globali, i sistemi crittografici che proteggono ogni comunicazione digitale — è fatto di un numero di variabili simultanee che nessuna macchina classica potrà mai gestire interamente, per quanto la si potenzi.
Il quantum computing parte da un principio diverso. I bit quantistici — i qubit — possono essere 0 e 1 contemporaneamente, grazie al principio di sovrapposizione della meccanica quantistica. Due qubit entangled condividono lo stato istantaneamente, indipendentemente dalla distanza fisica. Un computer quantistico con cento qubit stabili può esplorare simultaneamente più stati di quanti atomi ci siano nell’universo osservabile. Non è fantasia: è fisica sperimentale, documentata in laboratori di tre continenti.
Gli scienziati pensano che il quantum computing vedrà progressi significativi a partire dal 2026, con la piena maturità entro la fine del decennio. Questo è l’anno in cui la curva comincia a salire sul serio. Pugliapress
Perché cambia tutto — a partire dalla crittografia
L’impatto più immediato e più dirompente del quantum computing non sarà nella medicina o nella logistica. Sarà nella crittografia — e quindi nella sicurezza di ogni comunicazione digitale, ogni transazione bancaria, ogni segreto militare, ogni infrastruttura critica connessa alla rete.
I sistemi crittografici che proteggono oggi internet — RSA, ECC, i protocolli su cui si reggono HTTPS, le VPN militari, i sistemi bancari internazionali — si basano su un principio matematico semplice: fattorizzare numeri enormi in fattori primi è computazionalmente impossibile per qualsiasi macchina classica entro tempi utili. Un numero a 2048 bit richiederebbe miliardi di anni di calcolo a un supercomputer tradizionale.
Un computer quantistico sufficientemente potente lo risolverebbe in ore, o forse minuti. L’algoritmo di Shor, formulato nel 1994, lo ha già dimostrato teoricamente. La domanda non è se accadrà, ma quando la potenza computazionale quantistica raggiungerà la soglia necessaria.
Gli avversari geopolitici non aspettano. La strategia del cosiddetto “harvest now, decrypt later” è già in atto: intercettare e immagazzinare oggi enormi quantità di comunicazioni criptate — diplomatiche, militari, commerciali — per decifrarle nel momento in cui un computer quantistico sarà disponibile. I dati criptati con standard odierni e raccolti oggi saranno vulnerabili domani.
La corsa globale: tre protagonisti, uno squilibrio
Dal 2012 ad oggi sono stati stanziati oltre 50 miliardi di dollari in fondi pubblici per le tecnologie quantistiche, di cui 7 miliardi allocati nel solo 2025. La corsa è globale — ma lo squilibrio è netto. Borderline24
Gli Stati Uniti guidano la transizione industriale. Google, Amazon AWS, Microsoft e IBM hanno costruito ecosistemi quantistici integrati, con hardware proprietario, cloud quantistico accessibile e investimenti privati senza precedenti. JP Morgan ha annunciato un piano da 1,5 trilioni di dollari per i prossimi dieci anni, che include esplicitamente il quantum computing tra le tecnologie strategiche per energia, difesa e innovazione industriale. Le startup americane IonQ, PsiQuantum e Quantum Computing Inc. da sole hanno attratto il 64% dei capitali privati globali nel 2025. Regione
La Cina ha scelto la via degli investimenti statali massicci: Pechino ha stanziato oltre 15,2 miliardi di dollari per la ricerca quantistica, con un approccio integrato che combina università, aziende statali e obiettivi di sicurezza nazionale. Il laboratorio quantistico di Hefei è oggi uno dei più avanzati al mondo nella comunicazione quantistica sicura. Pugliapress
L’Europa raccoglie solo il 5% dei capitali privati globali nel quantum computing. Gli Stati Uniti ne raccolgono il 50%. Il divario nei capitali tra Europa e America è di sei a uno. Eppure il numero di attori attivi nello sviluppo dell’hardware quantistico è quasi identico: 31 europei contro 27 americani. L’Europa ha i ricercatori. Non ha i capitali per portarli dal laboratorio al mercato. I-com
Il Quantum Act: l’Europa che impara dall’errore dell’AI
In questo trimestre la Commissione Europea presenterà la prima bozza del Quantum Act — il regolamento europeo che intende fare per le tecnologie quantistiche ciò che il Chips Act ha tentato di fare per i semiconduttori: creare un quadro normativo, industriale e finanziario per costruire sovranità europea in un settore strategico. I-com
A luglio 2025 è stata lanciata la prima Strategia Quantistica Europea, articolata in cinque aree: ricerca e innovazione, infrastrutture, ecosistema quantistico, spazio e tecnologie dual-use per sicurezza e difesa, e competenze. Il Quantum Act si costruisce su questa strategia e si integra esplicitamente con il Chips Act, con EuroHPC — la rete europea di supercomputer — e con IRIS², la costellazione satellitare europea che abbiamo raccontato in questa rubrica. Regione
L’obiettivo dichiarato è evitare gli errori commessi con l’intelligenza artificiale e con il cloud computing, dove l’Europa ha prodotto ricercatori eccellenti che poi sono stati assorbiti dagli ecosistemi americani, lasciando il continente dipendente da tecnologie che altri controllano. Regione
Il Quantum Act nasce per intervenire su frammentazione del mercato, scarsi investimenti privati e difficoltà nel passaggio dalla ricerca al prodotto. Ma una voce critica avverte: se l’Europa non lascia alle startup la libertà di muoversi rapidamente, evitando di appesantirle con regolazioni in un mercato ancora in formazione, rischia di perdere la corsa come è già accaduto nell’intelligenza artificiale. LEGANET
L’Italia nel quantum: poli di eccellenza, fondi mancanti
L’Italia dispone di poli di ricerca diffusi e di eccellenza, con competenze riconosciute a livello internazionale nella quantum communication, nella fotonica e nella sperimentazione su hardware quantistico. Rinnovabili
I risultati concreti ci sono. L’Università di Napoli Federico II ha raggiunto 64 qubit con un investimento PNRR di soli 4 milioni di euro — contro un obiettivo iniziale di 5 qubit: sedici volte il target. Al CINECA di Bologna è stato integrato un computer quantistico a 140 qubit sviluppato da Pasqal, che opera in simbiosi con il supercomputer Leonardo. Al Politecnico di Torino il primo computer quantistico IQM italiano da 5 qubit è operativo per la ricerca e la formazione.
La strategia nazionale italiana prevede 200 milioni di euro l’anno per cinque anni per le tecnologie quantistiche. Ma al momento del lancio della strategia, quei fondi non erano ancora stati formalmente stanziati. Il modello italiano è quello europeo in piccolo: eccellenza scientifica, infrastrutture ibride HPC-quantum, approccio collaborativo e pubblicamente infrastrutturato. Funziona — ma rischia di restare indietro rispetto alle accelerazioni industriali americane se non viene accompagnato da investimenti strutturali più robusti. Regione
Il legame con ieri: quando il quantum protegge i cavi
Chi ha letto l’articolo precedente di questa rubrica — sulla vulnerabilità dei cavi sottomarini — riconoscerà il filo che si chiude qui.
La risposta più robusta alla minaccia dei sabotaggi russi e cinesi ai cavi sottomarini non è solo militare: è tecnologica. L’EuroQCI — European Quantum Communication Infrastructure — è l’infrastruttura europea di comunicazione quantistica sicura, sviluppata con la firma di tutti e 27 gli Stati membri, che utilizzerà la distribuzione di chiavi quantistiche (QKD) per rendere le comunicazioni europee matematicamente impossibili da intercettare, anche per un computer quantistico avversario. Innovation Post
La QKD funziona su un principio fisico preciso: qualsiasi tentativo di intercettare una chiave quantistica altera irrimediabilmente lo stato dei fotoni che la trasportano, rendendo l’intercettazione immediatamente rilevabile. Non è una protezione migliore della crittografia classica: è una protezione di natura fisicamente diversa, immune per definizione agli attacchi quantistici.
EuroQCI verrà integrata con IRIS² per la componente satellitare e con le reti terrestri in fibra ottica — quelle stesse reti che oggi sono vulnerabili ai sabotaggi fisici. È l’architettura della sovranità digitale europea del futuro: non solo cavi più protetti, ma comunicazioni che nessun avversario — né oggi né con i computer di domani — potrà mai decifrare.
Quello che la Puglia potrebbe fare adesso
La carenza di competenze altamente specialistiche è oggi il quarto ostacolo principale all’adozione del quantum computing, indicata dal 37% degli intervistati nel Quantum Readiness Report 2026. Il dato supera persino l’accesso limitato all’hardware e l’immaturità degli algoritmi. La formazione è il collo di bottiglia globale. Rinnovabili
L’Università del Salento ha competenze in fisica teorica e sperimentale, in informatica, in fotonica — tutte discipline direttamente rilevanti per le tecnologie quantistiche. Non è distante dalle reti che contano: il CINECA è raggiungibile, i programmi europei Quantum Flagship sono aperti, EuroHPC finanzia infrastrutture di ricerca distribuite.
La Regione Puglia potrebbe candidare UniSalento a diventare nodo della rete italiana ed europea di formazione quantistica — una scelta che costerebbe relativamente poco in termini di investimento iniziale e restituirebbe posizionamento strategico nel settore che, più di ogni altro, definirà la competitività tecnologica del prossimo decennio. Non un laboratorio di frontiera. Un nodo di competenze, di didattica avanzata, di ricerca applicata — il tipo di investimento che un territorio come il Salento può permettersi e che produce rendimenti di lungo periodo.
Salento Dinamico nella seconda rivoluzione quantistica
Feynman lo aveva capito nel 1981: se vuoi capire la natura, devi pensare quantisticamente. Quarantacinque anni dopo, quella intuizione si è trasformata in una corsa geopolitica che ridisegnerà chi controlla la sicurezza delle comunicazioni, chi vince le guerre informatiche, chi sviluppa i farmaci del futuro, chi governa i mercati finanziari globali.
Salento Dinamico ha sempre intuito che le rivoluzioni tecnologiche non aspettano i territori distratti. Il quantum computing non è diverso: arriverà, cambierà tutto, e quando lo farà, le posizioni saranno già occupate. La domanda non è se il Salento sarà dentro questa storia. È se ci entrerà in tempo per scegliere il proprio posto.
Fonti: Osservatorio Quantum Computing & Communication Politecnico di Milano, novembre 2025; Innovation Post, novembre 2025; ZeroUno, febbraio 2026; Industria Italiana — Quantum Readiness Report 2026, maggio 2026; Agenda Digitale — Investimenti quantum 2025, gennaio 2026; Agenda Digitale — Quantum computing 2026, gennaio 2026; Capitalist.it — Quantum Act UE, marzo 2026; Rivista AI — Italia quantum 2026, febbraio 2026; Commissione Europea — Quantum Strategy, luglio 2025; digital-strategy.ec.europa.eu















0 commenti